Turbine eoliche in mare: fisso (fondali bassi) e galleggiante (acque profonde) — due tecnologie con prospettive molto diverse per l'Italia.
Stesso vento, due tecnologie molto diverse
| 💰 Costo — Offshore | 105–167 $/MWh | in dollari e su modello statunitense (Lazard 2025): non è il costo di un impianto italiano. L'installazione e la manutenzione in mare aggiungono complessità rispetto alla terraferma, mentre le più ore equivalenti di funzionamento distribuiscono l'investimento su più energia prodotta. Perché questo valore non si può trasferire all'Italia🟡 Il costo di produzione dipende dall'inverso del fattore di utilizzo: a parità di investimento, un impianto che in un anno produce meno energia ha un costo più alto per ogni kilowattora. Una media mondiale o un modello statunitense comprendono siti con irraggiamento, ventosità o condizioni di esercizio diversi da quelli italiani, e quindi non descrivono il costo di un impianto in Italia. Il divario può essere rilevante: il fotovoltaico italiano lavora l'equivalente di circa 960 ore su 8.760, contro valori sensibilmente più alti in altri Paesi. [DA VERIFICARE: manca un costo di produzione italiano da fonte istituzionale]. |
| 💰 Costo — Galleggiante | 100–180 $/MWh | media mondiale in dollari (IRENA 2024): è l'ultimo valore pubblicato per il galleggiante, perché l'edizione 2025 riporta un unico dato per l'eolico offshore nel suo insieme, 78 $/MWh. La tecnologia è ancora in fase iniziale di diffusione commerciale; gli scenari di riduzione dei costi con l'aumento della scala vanno riportati attribuendoli a chi li ha formulati. |
| ⚡ Fattore di utilizzo | 35–50% | delle 8.760 ore di un anno: il fattore di utilizzo🟡 Il fattore di utilizzo confronta l'energia prodotta in un anno con quella che l'impianto produrrebbe funzionando sempre alla sua potenza massima, per tutte le 8.760 ore dell'anno. Le ore indicate sono quindi ore equivalenti a piena potenza, non ore di funzionamento effettivo. corrisponde a un valore fra 3.100 e 4.400 ore equivalenti a piena potenza. In mare il vento soffia più forte e più costantemente che sulla terraferma; nel Mare del Nord la media dell'offshore fisso supera il 40%. |
| 🌿 Sostenibilità | 13,3–14,2 gCO₂eq/kWh | sull'intero ciclo di vita🟡 Il ciclo di vita comprende tutto ciò che l'impianto comporta dall'inizio alla fine: estrazione dei materiali, costruzione delle fondazioni, trasporto, installazione in mare, funzionamento e smantellamento, spalmati sull'elettricità prodotta in tutti i suoi anni di esercizio. È una misura diversa dal fattore di emissione da combustione, che conta soltanto ciò che esce dal camino mentre l'impianto funziona., misurati in grammi di anidride carbonica equivalente🟡 «Equivalente» significa che i diversi gas serra sono convertiti in un'unica misura, calcolando quanta anidride carbonica produrrebbe lo stesso effetto sul clima. Fonte → per kilowattora: 13,3 con fondazioni in acciaio e 14,2 con fondazioni in cemento (UN-ECE 2021). Non c'è combustione, quindi il numero non è confrontabile con i fattori di emissione da combustione delle centrali termiche. |
| 🇮🇹 Rilevanza per Italia | 0 MW installati al 2025 | I fondali del Mediterraneo superano rapidamente i 200 metri — l'offshore fisso ha poco spazio. Il galleggiante è la tecnologia strategica per Italia, in particolare Sicilia, Sardegna e Calabria dove il vento è forte e i fondali profondi. |
Per chi vuole approfondire
Perché l'offshore fisso è limitato in Italia
Il Mar Mediterraneo ha una morfologia dei fondali molto diversa dal Mare del Nord: la profondità aumenta rapidamente allontanandosi dalla costa. Le turbine offshore fisse richiedono fondali fino a 50 metri — una condizione che nel Mediterraneo italiano è disponibile solo in alcune aree ristrette (parte dell'Adriatico settentrionale, alcune zone del canale di Sicilia).
Il Mare del Nord, dove è concentrato il 90% dell'offshore fisso europeo, ha fondali che rimangono bassi per centinaia di chilometri dalla costa — una condizione geologica che il Mediterraneo non offre.
Il galleggiante — la scommessa strategica
L'eolico galleggiante usa piattaforme ancorate al fondo con cavi e catene, come le piattaforme petrolifere. Può operare in acque di qualsiasi profondità. Al 2025 nel mondo sono installati circa 330 MW di galleggiante🟡 Dato da WindEurope e GWEC (Global Wind Energy Council) al 2025 — il numero esatto varia tra le diverse fonti per diversi criteri di conteggio (impianti dimostrativi vs commerciali). Fonte → — quasi tutti in Norvegia (Hywind Scotland e Hywind Tampen) e pochi impianti dimostrativi in Portogallo, Cina e Giappone.
Per l'Italia il galleggiante è particolarmente interessante perché le coste del Sud e delle isole hanno venti forti e costanti. I progetti più avanzati in Italia includono diversi impianti proposti al largo di Sicilia, Sardegna e Calabria, attualmente in iter autorizzativo.
Fonte: WindEurope, Offshore Wind in Europe 2025 →
Impatti ambientali e sociali
Impatto visivo: le turbine offshore sono visibili dalla costa se installate entro 15–20 km. Oltre quella distanza non sono visibili a occhio nudo. La distanza dalla costa è uno dei principali parametri delle procedure autorizzative.
Impatto sulla pesca: le fondazioni delle turbine diventano habitat artificiali per pesci e invertebrati — molti studi documentano un aumento della biodiversità locale attorno agli impianti. Ma le aree di esclusione per la navigazione riducono lo spazio disponibile per la pesca a strascico.
Rumore sottomarino durante la costruzione: la battitura dei pali (per l'offshore fisso) genera rumore sottomarino intenso che può disturbare i cetacei. Esistono tecniche di mitigazione (bubble curtain) ma non eliminano completamente il problema.
Uccelli e fauna marina: simile all'onshore per gli uccelli, con l'aggiunta degli impatti sui mammiferi marini durante la costruzione.
Si dice / I dati dicono
| Si dice... | I dati dicono... |
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| "L'eolico offshore rovina il paesaggio marino" | L'impatto visivo esiste se gli impianti sono vicini alla costa (entro 15–20 km). Oltre quella distanza le turbine non sono visibili a occhio nudo. I regulamenti italiani prevedono distanze minime dalla costa che variano per area. È un tema reale nelle procedure autorizzative, dove i comitati locali e le soprintendenze ai beni paesaggistici partecipano alla valutazione. |
| "L'Italia non può fare offshore — il Mediterraneo è troppo profondo" | Per l'offshore fisso è parzialmente vero — i fondali del Mediterraneo italiano sono in generale troppo profondi tranne alcune eccezioni. Ma il galleggiante risolve questo problema. L'Italia ha un potenziale significativo di offshore galleggiante, in particolare nel Canale di Sicilia, nel Tirreno meridionale e nel Mar di Sardegna, dove si combinano venti forti e fondali profondi. |
| "L'eolico offshore costa troppo per essere competitivo" | L'edizione 2026 di Lazard indica per l'eolico offshore 105–167 $/MWh, in aumento rispetto ai 73–99 dell'edizione precedente. [DA VERIFICARE: l'affermazione secondo cui in alcune aste europee avrebbe raggiunto costi inferiori al gas non ha una fonte istituzionale] Il galleggiante è ancora costoso (100–180 $/MWh) ma la curva di apprendimento è molto ripida — come per il fotovoltaico nel decennio scorso. Le prime turbine galleggianti in Norvegia nel 2009 costavano oltre 300 $/MWh. |