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Eolico offshore

Turbine eoliche in mare: fisso (fondali bassi) e galleggiante (acque profonde) — due tecnologie con prospettive molto diverse per l'Italia.

Costo medio-alto Fattore di utilizzo alto Galleggiante emergente
Aggiornato: luglio 2026 Fonti: IRENA · IEA · WindEurope · ENTSO-E
Blocco 1 — In parole semplici

Stesso vento, due tecnologie molto diverse

Offshore fisso
⚓ Fondali bassi — Nord Europa
Turbine ancorate al fondo marino con fondazioni in acciaio o cemento. Efficace fino a ~50 metri di profondità. Tecnologia matura, dominante nel Mare del Nord. Limitata in Mediterraneo per i fondali profondi.
Offshore galleggiante
🚀 Acque profonde — strategico per Italia
Turbine su piattaforme galleggianti ancorate al fondo con cavi. Funziona in acque profonde — ideale per Mediterraneo. Tecnologia emergente: soli ~330 MW installati nel mondo al 2025, ma con grande potenziale.
Costo produzione — Fisso
73–99
$/MWh (Lazard 2025)
Costo produzione — Galleggiante
100–180
$/MWh (IRENA 2024, in calo)
Fattore di utilizzo
35–50%
in mare il vento soffia più forte e più costante
Galleggiante in Italia
0 MW
installati al 2025 — iter autorizzativi in corso
💰 Costo — Fisso MEDIO-ALTO Più costoso dell'eolico onshore per la complessità dell'installazione e manutenzione in mare. Ma il fattore di utilizzo elevato (35–50%) compensa in parte il maggior costo iniziale.
💰 Costo — Galleggiante ALTO OGGI Ancora costoso per la maturità tecnologica limitata. IRENA prevede una discesa significativa dei costi con la scala — simile a quanto avvenuto per fotovoltaico e eolico onshore negli ultimi 15 anni.
⚡ Fattore di utilizzo ALTO In mare il vento soffia più forte e più costantemente che sulla terraferma. Il fattore di utilizzo medio dell'offshore fisso nel Mare del Nord supera il 40%.
🇮🇹 Rilevanza per Italia GALLEGGIANTE I fondali del Mediterraneo superano rapidamente i 200 metri — l'offshore fisso ha poco spazio. Il galleggiante è la tecnologia strategica per Italia, in particolare Sicilia, Sardegna e Calabria dove il vento è forte e i fondali profondi.
Blocco 2

Per chi vuole approfondire

Perché l'offshore fisso è limitato in Italia

Il Mar Mediterraneo ha una morfologia dei fondali molto diversa dal Mare del Nord: la profondità aumenta rapidamente allontanandosi dalla costa. Le turbine offshore fisse richiedono fondali fino a 50 metri — una condizione che nel Mediterraneo italiano è disponibile solo in alcune aree ristrette (parte dell'Adriatico settentrionale, alcune zone del canale di Sicilia).

Il Mare del Nord, dove è concentrato il 90% dell'offshore fisso europeo, ha fondali che rimangono bassi per centinaia di chilometri dalla costa — una condizione geologica che il Mediterraneo non offre.

Il galleggiante — la scommessa strategica

L'eolico galleggiante usa piattaforme ancorate al fondo con cavi e catene, come le piattaforme petrolifere. Può operare in acque di qualsiasi profondità. Al 2025 nel mondo sono installati circa 330 MW di galleggiante🟡 Dato da WindEurope e GWEC (Global Wind Energy Council) al 2025 — il numero esatto varia tra le diverse fonti per diversi criteri di conteggio (impianti dimostrativi vs commerciali). Fonte → — quasi tutti in Norvegia (Hywind Scotland e Hywind Tampen) e pochi impianti dimostrativi in Portogallo, Cina e Giappone.

Per l'Italia il galleggiante è particolarmente interessante perché le coste del Sud e delle isole hanno venti forti e costanti. I progetti più avanzati in Italia includono diversi impianti proposti al largo di Sicilia, Sardegna e Calabria, attualmente in iter autorizzativo.

Fonte: WindEurope, Offshore Wind in Europe 2025 →

Impatti ambientali e sociali

Impatto visivo: le turbine offshore sono visibili dalla costa se installate entro 15–20 km. Oltre quella distanza non sono visibili a occhio nudo. La distanza dalla costa è uno dei principali parametri delle procedure autorizzative.

Impatto sulla pesca: le fondazioni delle turbine diventano habitat artificiali per pesci e invertebrati — molti studi documentano un aumento della biodiversità locale attorno agli impianti. Ma le aree di esclusione per la navigazione riducono lo spazio disponibile per la pesca a strascico.

Rumore sottomarino durante la costruzione: la battitura dei pali (per l'offshore fisso) genera rumore sottomarino intenso che può disturbare i cetacei. Esistono tecniche di mitigazione (bubble curtain) ma non eliminano completamente il problema.

Uccelli e fauna marina: simile all'onshore per gli uccelli, con l'aggiunta degli impatti sui mammiferi marini durante la costruzione.

Blocco 3

Si dice / I dati dicono

Si dice...I dati dicono...
"L'eolico offshore rovina il paesaggio marino" L'impatto visivo esiste se gli impianti sono vicini alla costa (entro 15–20 km). Oltre quella distanza le turbine non sono visibili a occhio nudo. I regulamenti italiani prevedono distanze minime dalla costa che variano per area. È un tema reale nelle procedure autorizzative, dove i comitati locali e le soprintendenze ai beni paesaggistici partecipano alla valutazione.
"L'Italia non può fare offshore — il Mediterraneo è troppo profondo" Per l'offshore fisso è parzialmente vero — i fondali del Mediterraneo italiano sono in generale troppo profondi tranne alcune eccezioni. Ma il galleggiante risolve questo problema. L'Italia ha un potenziale significativo di offshore galleggiante, in particolare nel Canale di Sicilia, nel Tirreno meridionale e nel Mar di Sardegna, dove si combinano venti forti e fondali profondi.
"L'eolico offshore costa troppo per essere competitivo" L'offshore fisso nel Mare del Nord è già competitivo (73–99 $/MWh) e in alcune aste europee recenti ha raggiunto costi inferiori al gas. Il galleggiante è ancora costoso (100–180 $/MWh) ma la curva di apprendimento è molto ripida — come per il fotovoltaico nel decennio scorso. Le prime turbine galleggianti in Norvegia nel 2009 costavano oltre 300 $/MWh.
Blocco 4

Innovazioni in arrivo

2025 — 2030
Turbine da 15–20 MW offshore
Vestas, Siemens Gamesa e GE stanno sviluppando turbine offshore da 15–20 MW con rotori di oltre 200 metri di diametro. Più grande la turbina, più energia per fondazione installata — riduce i costi fissi per MW.
In sviluppo
Galleggiante semi-sommergibile
Piattaforme a tre o quattro colonne semi-sommerse che offrono maggiore stabilità rispetto ai modelli spar (colonna singola). Più adatte per acque di profondità intermedia (50–200 metri) — tipiche di alcune aree del Mediterraneo.
In studio
Offshore + produzione idrogeno
Elettrolizzatori direttamente sulla piattaforma offshore per produrre idrogeno verde in situ, eliminando la necessità di cavi sottomarini lunghi🟠 Concetto in fase di ricerca — nessun impianto commerciale operativo. Diversi progetti dimostrativi in corso in Nord Europa.. Ridurrebbe i costi di connessione per impianti molto distanti dalla costa.
2026 — 2028
Primi impianti galleggianti commerciali in Italia
Diversi progetti italiani di offshore galleggiante sono in fase avanzata di iter autorizzativo🟡 Stato degli iter autorizzativi aggiornato a luglio 2026 su fonti giornalistiche (Staffetta Quotidiana, QualEnergia) — le tempistiche di approvazione sono incerte. al largo di Sicilia, Sardegna e Puglia. Le prime autorizzazioni potrebbero arrivare entro il 2026–2027, con costruzione nel 2028–2030.

Fonti principali di questa scheda