Energia dal calore della Terra: tradizionale (Toscana) e sistemi avanzati EGS — due tecnologie molto diverse.
Due famiglie tecnologiche molto diverse
| 💰 Costo — Tradizionale | 89 $/MWh | media mondiale ponderata in dollari degli impianti entrati in esercizio nel 2025 (IRENA 2025): comprende impianti in Kenya, Indonesia, Turchia e Stati Uniti, con costi del lavoro e condizioni geologiche diversi da quelli italiani. IRENA attribuisce l'aumento rispetto al 2024 a una produzione più bassa, non a un aumento dei costi della tecnologia. Una volta costruito l'impianto il calore della terra non ha costo, e la manutenzione resta la voce principale. Perché questo valore non si può trasferire all'Italia🟡 Il costo di produzione dipende dall'inverso del fattore di utilizzo: a parità di investimento, un impianto che in un anno produce meno energia ha un costo più alto per ogni kilowattora. Una media mondiale o un modello statunitense comprendono siti con irraggiamento, ventosità o condizioni di esercizio diversi da quelli italiani, e quindi non descrivono il costo di un impianto in Italia. [DA VERIFICARE: manca un costo di produzione italiano da fonte istituzionale]. |
| ⚡ Fattore di utilizzo — Tradizionale | 77–90% | delle 8.760 ore di un anno: il fattore di utilizzo🟡 Il fattore di utilizzo confronta l'energia prodotta in un anno con quella che l'impianto produrrebbe funzionando sempre alla sua potenza massima, per tutte le 8.760 ore dell'anno. Le ore indicate sono quindi ore equivalenti a piena potenza, non ore di funzionamento effettivo: un impianto può girare più a lungo ma a potenza ridotta. corrisponde a un valore fra 6.700 e 7.900 ore equivalenti a piena potenza. Il calore della Terra non dipende dal sole né dal vento: la produzione non si interrompe di notte né in assenza di vento. |
| 🌿 Sostenibilità | 38 gCO₂eq/kWh | 38 grammi di anidride carbonica equivalente per kilowattora🟡 Il fattore di emissione dice quanti grammi di gas serra vengono liberati per ogni kilowattora di elettricità prodotto. Un kilowattora (kWh) è l'energia che consuma un apparecchio da 1.000 watt acceso per un'ora. «Equivalente» significa che i diversi gas serra — anidride carbonica, metano, protossido di azoto — sono stati convertiti in un'unica misura, calcolando quanta anidride carbonica produrrebbe lo stesso effetto sul clima. Fonte →, sull'intero ciclo di vita🟡 Il ciclo di vita comprende tutto ciò che l'impianto comporta dall'inizio alla fine: perforazione dei pozzi, costruzione, materiali, funzionamento, manutenzione e smantellamento finale, spalmati sull'elettricità prodotta in tutti i suoi anni di esercizio. È una misura diversa dal fattore di emissione da combustione, che conta soltanto ciò che esce dal camino mentre l'impianto funziona. dell'impianto. Non c'è combustione di combustibili, quindi questo numero non è confrontabile con i fattori di emissione da combustione delle centrali termiche. La variabilità è ampia — da 6,0 a 79 — perché gli impianti a ciclo binario trattengono il fluido geotermico, mentre quelli a vapore aperto rilasciano i gas in esso disciolti. |
| 💰 Costo — EGS | non ancora commerciale | La perforazione profonda, fino a 5–10 km, è la voce che pesa di più sul costo. Gli scenari sulle prime applicazioni commerciali vanno riportati attribuendoli a chi li ha formulati. |
Per chi vuole approfondire
Il geotermico tradizionale in Italia — Larderello
L'Italia ha una posizione unica nel geotermico mondiale: Larderello, in Toscana, è stata la sede del primo impianto geotermico del mondo, attivo dal 1904. Oggi la Toscana ospita la quasi totalità della produzione geotermica italiana — circa 4,7 TWh nel 2025, pari a circa il 2,03% del mix elettrico nazionale (GSE Fuel Mix 2025).
Il geotermico toscano è gestito principalmente da Enel Green Power, che opera circa 30 impianti nelle province di Siena, Grosseto e Pisa. L'energia geotermica copre circa il 30–35% del fabbisogno elettrico della Toscana🟡 Percentuale stimata su dati regionali — non verificata su documento GSE o Terna che riporti esplicitamente questa quota regionale. Fonte: elaborazione su dati GSE FER 2023. Fonte →.
La risorsa geotermica italiana è concentrata geograficamente — il potenziale di espansione significativa del geotermico tradizionale ad alta entalpia nel resto d'Italia è limitato dalla geologia.
Fonte: IRENA, Renewable power generation costs in 2025 →
EGS — Enhanced Geothermal Systems
I sistemi avanzati di estrazione geotermica (EGS — Enhanced Geothermal System) rappresentano la frontiera del geotermico. Invece di cercare zone dove il calore naturale affiora in superficie, gli EGS creano artificialmente un sistema geotermico: si perforano due pozzi in rocce calde e impermeabili a profondità di 3–10 km, si frattura idraulicamente la roccia per creare permeabilità, e si fa circolare acqua tra i due pozzi per estrarre il calore.
Il potenziale è enorme: il DOE USA stima che gli EGS potrebbero fornire oltre 100 GW di capacità agli Stati Uniti entro il 2050🟡 Dato dal programma DOE Enhanced Geothermal Shot, 2022. Fonte →. In Europa, diversi paesi studiano il potenziale degli EGS per aree che non hanno risorse geotermiche tradizionali.
Le sfide: i costi di perforazione profonda sono ancora molto alti; la sismicità indotta è un rischio reale (il caso di Pohang, Corea del Sud, dove un EGS ha causato un terremoto di magnitudo 5.5 nel 2017, ha rallentato lo sviluppo); la scala commerciale non è ancora raggiunta.
Le aziende più avanzate nel settore EGS: Fervo Energy (USA) e Eavor Technologies (Canada) hanno realizzato i primi impianti pilota commerciali🟠 Stato dei progetti verificato su fonti giornalistiche specializzate (ThinkGeoEnergy) al luglio 2026 — non verificato su fonte istituzionale primaria IEA o IRENA per i dati specifici di produzione..
Impatti ambientali e sociali
Sismicità indotta: la perforazione profonda e l'iniezione di fluidi può indurre piccoli terremoti. Nel geotermico tradizionale il rischio è basso. Negli EGS è un fattore da gestire con attenzione — il caso di Pohang ha portato alla chiusura del progetto e ha richiesto anni di analisi.
Uso dell'acqua: gli impianti a vapore aperto consumano quantità significative di acqua per il raffreddamento. Gli impianti a ciclo binario sono molto più efficienti nell'uso idrico.
Gas disciolti: alcune risorse geotermiche contengono idrogeno solforato (H₂S) e altri gas che vengono rilasciati nell'atmosfera dagli impianti tradizionali — non CO₂, ma con impatti sull'aria locale da monitorare.
Si dice / I dati dicono
| Si dice... | I dati dicono... |
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| "Il geotermico può funzionare ovunque — basta scavare abbastanza in profondità" | Tecnicamente vero nel lungo termine con gli EGS — il calore della Terra è ovunque a sufficiente profondità. Ma economicamente, oggi, il geotermico tradizionale richiede risorse ad alta entalpia che esistono solo in zone vulcanicamente attive. Gli EGS potrebbero cambiare questa situazione, ma sono ancora pre-commerciali e costosi. "Scavare abbastanza in profondità" costa decine di milioni di euro per pozzo. |
| "Il geotermico causa terremoti" | La sismicità indotta è un rischio reale ma dipende fortemente dalla geologia locale e dalla tecnologia usata. Il caso di Pohang (Corea del Sud, 2017 — un EGS ha indotto un terremoto M5.5) è il caso più grave documentato. Il geotermico tradizionale a Larderello opera da oltre 100 anni senza episodi sismici significativi attribuibili agli impianti. Il rischio esiste, va monitorato e gestito, ma non è un argomento contro il geotermico tout court. |
| "Il geotermico inquina per i gas che emette" | Gli impianti a vapore aperto rilasciano gas disciolti nel fluido geotermico, incluso idrogeno solforato (H₂S) che causa l'odore caratteristico delle zone geotermiche. Non è CO₂, ma ha impatti locali sull'aria. Gli impianti moderni a ciclo binario e i sistemi di abbattimento del H₂S riducono significativamente questo problema. Le emissioni complessive sul ciclo di vita restano molto inferiori ai fossili. |