Prodotto da elettrolisi con energia rinnovabile: costoso oggi ma strategico per decarbonizzare industria pesante e trasporti dove l'elettrico diretto non arriva.
Non è una fonte di energia — è un vettore
L'idrogeno verde non esiste in natura in forma libera — va prodotto. Si usa elettricità rinnovabile per scindere l'acqua in idrogeno e ossigeno (elettrolisi). L'idrogeno viene poi usato come combustibile o materia prima. Il valore non è nella produzione ma nel trasporto e nello stoccaggio dell'energia rinnovabile.
| 💰 Costo oggi | 3–6 €/kg | L'idrogeno non si misura in euro per megawattora come l'elettricità, perché non è una fonte di energia ma un vettore: si misura in euro per chilogrammo. Il riferimento esterno è l'obiettivo fissato dall'Unione europea per il 2030, sotto i 2 €/kg. Il costo dipende dal prezzo dell'elettricità rinnovabile impiegata e dalla taglia degli impianti di elettrolisi. |
| ⚡ Rendimento del ciclo | 25–40% | Di ogni 100 kilowattora di elettricità impiegati per produrre idrogeno, se ne recuperano fra 25 e 40 riconvertendolo in elettricità: il resto si perde nell'elettrolisi, nella compressione, nello stoccaggio e nella riconversione. Non si misura con il fattore di utilizzo, perché l'idrogeno non produce energia ma la trasporta e la immagazzina. Quando viene usato direttamente come combustibile, senza tornare elettricità, le perdite sono minori. |
| 🏭 Ruolo strategico | settori non elettrificabili | Alcuni processi non possono funzionare con l'elettricità diretta: fonderie oltre i 1.500 °C, produzione di ammoniaca, acciaio, aviazione, navigazione oceanica, trasporto pesante a lungo raggio. È in questi impieghi che l'idrogeno viene studiato come sostituto dei combustibili fossili. |
Per chi vuole approfondire
I colori dell'idrogeno — non tutto l'idrogeno è uguale
Il termine "idrogeno verde" è spesso usato in modo impreciso. In realtà l'idrogeno viene classificato per colore in base al metodo di produzione:
| Colore | Come si produce | Emissioni CO₂ |
|---|---|---|
| 🟢 Verde | Elettrolisi con energia rinnovabile | Quasi zero |
| 🔵 Blu | Steam reforming del gas naturale + CCS | Basse (se il CCS funziona) |
| 🟡 Grigio | Steam reforming del gas naturale (senza CCS) | Alte — il 95% dell'H₂ oggi |
| ⚫ Nero/Bruno | Gassificazione del carbone | Molto alte |
Oggi il 95% dell'idrogeno mondiale è grigio — prodotto da gas naturale senza cattura della CO₂🟡 L'edizione 2026 del Global Hydrogen Review conferma il quadro: la produzione mondiale di idrogeno resta dominata da combustibili fossili senza cattura della CO₂, e quella a basse emissioni ha raggiunto circa 1 milione di tonnellate nel 2025, cioè poco più dell'1% del totale atteso nel 2026. La capacità di elettrolisi installata nel mondo è raddoppiata nel 2025 superando i 4 GW, grazie soprattutto a grandi progetti cinesi. Fonte: IEA, Global Hydrogen Review 2026 →. L'idrogeno verde rappresenta meno dell'1% della produzione globale. La transizione verso il verde richiede sia elettricità rinnovabile a basso costo che impianti di elettrolisi su scala.
L'elettrolisi — come si produce l'idrogeno verde
L'elettrolisi usa corrente elettrica per scindere l'acqua (H₂O) in idrogeno (H₂) e ossigeno (O₂). Esistono tre principali tecnologie di elettrolisi: alcalina (matura e economica), PEM (Proton Exchange Membrane — più efficiente e flessibile, ma costosa), e SOEC (ad ossidi solidi — la più efficiente, ancora in sviluppo).
Il costo dell'elettricità è il fattore dominante nel costo dell'idrogeno verde: circa il 60–70% del costo finale. Per questo l'idrogeno verde diventa competitivo solo dove l'elettricità rinnovabile è molto economica (Medio Oriente, Africa del Nord, Cile, Australia).
Quanto idrogeno si usa oggi, e per che cosa
Il dibattito pubblico sull'idrogeno riguarda quasi sempre automobili, riscaldamento e centrali elettriche. I numeri dicono che l'idrogeno oggi serve a tutt'altro, e sono il modo più rapido per capire di che cosa stiamo parlando.
| 🌍 Domanda mondiale | oltre 100 milioni di tonnellate nel 2025 | in crescita di circa il 3% sull'anno precedente. È concentrata negli usi tradizionali dell'industria e della raffinazione (IEA). |
| 🏭 A che cosa serve | raffinazione, ammoniaca, metanolo, acciaio DRI | l'ammoniaca serve soprattutto a produrre fertilizzanti. L'IEA scrive che la domanda proviene quasi esclusivamente da questi settori consolidati, mentre gli usi nuovi — mobilità, generazione elettrica, combustibili sintetici — pesano meno dell'1% del totale. |
| 🌱 Quanto è a basse emissioni | circa 1 milione di tonnellate | cioè meno dell'1% della domanda mondiale, pur essendo cresciuta del 20% nel 2025. Tutto il resto si produce da combustibili fossili. Il colore dell'idrogeno che si usa davvero, oggi, non è il verde. |
| 🚗 Veicoli a celle a combustibile | circa 130.000 nel mondo | l'intero parco mondiale, in crescita del 20% nel 2025. Per confronto, le sole immatricolazioni annuali di auto in Italia si contano in centinaia di migliaia. Fra i veicoli a idrogeno, camion e autobus assorbono rispettivamente il 60% e il 30% dei consumi: il mercato si sta spostando dalle automobili ai mezzi pesanti. |
| ⚡ Nella generazione elettrica | avanzamento lento | l'IEA lo definisce così, e lo colloca quasi solo in Giappone e Corea. L'idrogeno come combustibile per produrre elettricità resta marginale ovunque. |
Ne segue una conseguenza che vale la pena tenere a mente quando si discute di idrogeno: il primo problema non è trovargli usi nuovi, è ripulire quelli che già esistono. Cento milioni di tonnellate l'anno vengono oggi prodotte in gran parte da gas naturale, e sostituirle con idrogeno a basse emissioni ridurrebbe emissioni reali senza dover convincere nessuno a cambiare tecnologia. È anche la direzione in cui si muovono i progetti che hanno superato la decisione finale di investimento: l'IEA stima 2,5 milioni di tonnellate destinate entro il 2030 a raffinerie e impianti industriali. (IEA, Global Hydrogen Review 2026 →)
Perché si continua a parlarne come di un combustibile. Perché l'idrogeno è un vettore e non una fonte🟡 Una fonte di energia si trova in natura e si preleva: il vento, il sole, il gas in un giacimento. Un vettore va prima fabbricato spendendo energia, e serve a spostarla o conservarla. L'idrogeno molecolare libero in natura praticamente non esiste: va estratto dall'acqua o dal metano., e questo lo rende attraente per ogni problema in cui serve immagazzinare o trasportare energia. Ma ogni passaggio di conversione ha un costo energetico, e i numeri qui sopra mostrano che il mercato, per ora, lo impiega dove non ci sono alternative chimiche — non dove esistono alternative elettriche.
Non quanto costa, ma quanto si è disposti a pagare
L'edizione 2026 del rapporto IEA sull'idrogeno introduce un modo diverso di guardare al costo, e riguarda proprio il punto su cui si arena il dibattito. Invece di chiedersi quanto costi produrre idrogeno a basse emissioni, si chiede quanto potrebbe pagarlo chi lo compra restando competitivo sul proprio mercato: è il costo massimo accettabile, e cambia da settore a settore e da regione a regione.
Il risultato: in assenza di sostegno pubblico, per la maggior parte delle combinazioni di settore e regione il costo massimo accettabile resta sotto i 2 dollari al chilogrammo. Nella produzione di acciaio il conto va oltre: per raggiungere la parità con il processo tradizionale il costo dell'idrogeno dovrebbe essere negativo, cioè servirebbero incentivi. Il motivo è che l'acciaio ha emissioni specifiche alte ma un peso dell'energia sul costo totale basso, e questo lo rende il settore più sensibile al prezzo della CO₂.
All'opposto stanno raffinazione e ammoniaca in regioni dove l'energia costa molto, come l'Unione europea: lì il peso dell'energia sul prodotto finale è maggiore, e quindi la soglia di costo accettabile è più alta. L'IEA aggiunge che un prezzo della CO₂ alza questa soglia in tutti i settori e le regioni, e che una parte della differenza può essere colmata da aziende e consumatori disposti a pagare un sovrapprezzo per prodotti a basse emissioni — disponibilità che risulta massima per acciaio e aviazione. (IEA, Global Hydrogen Review 2026 →)
È una lettura che spiega perché i costi da soli non bastano a prevedere che cosa succederà: lo stesso prezzo dell'idrogeno può essere sostenibile per una raffineria europea e fuori portata per un'acciaieria.
Per cosa è utile l'idrogeno — e per cosa no
Usi dove l'idrogeno è difficilmente sostituibile
Produzione di ammoniaca (fertilizzanti) — oggi usa gas naturale; acciaio verde (processo DRI — Direct Reduced Iron); calore industriale ad alta temperatura (>500°C); aviazione (SAF a idrogeno o idrogeno diretto); navi oceaniche; camion a lungo raggio in zone senza infrastruttura elettrica.
Usi dove l'elettrico diretto è più efficiente
Auto private, bus urbani, riscaldamento domestico, breve-medio raggio marittimo e ferroviario — in questi casi l'elettricità diretta ha un'efficienza 2–3 volte superiore rispetto al ciclo idrogeno. Usare idrogeno verde per questi scopi significa sprecare energia rinnovabile preziosa.
Si dice / I dati dicono
| Si dice... | I dati dicono... |
|---|---|
| "L'idrogeno è la soluzione a tutti i problemi energetici" | L'idrogeno verde è uno strumento importante ma non universale. Per i settori difficili da elettrificare (industria pesante, aviazione, navi) è probabilmente necessario. Per auto, riscaldamento e altri usi dove l'elettrico diretto funziona bene, è inefficiente e costoso. L'IEA prevede che l'idrogeno coprirà circa il 10% della decarbonizzazione globale al 2050 — importante ma non dominante. |
| "L'idrogeno è pericoloso — esplode facilmente" | L'idrogeno è infiammabile (come il gas naturale) e richiede precauzioni specifiche per stoccaggio e trasporto. Ma non è più pericoloso del gas naturale con le giuste infrastrutture. Essendo più leggero dell'aria, in caso di perdita sale rapidamente verso l'alto invece di accumularsi a terra come il GPL. Le norme di sicurezza per l'idrogeno sono ben consolidate nell'industria chimica, che lo usa da decenni. |
| "L'idrogeno verde italiano potrebbe venire dal Nordafrica via gasdotto" | Il progetto SoutH2 Corridor prevede l'importazione di idrogeno verde dal Nordafrica verso l'Europa attraverso gasdotti esistenti o adattati🟡 Il progetto SoutH2 Corridor è stato identificato come Progetto di Interesse Comune (PCI) dall'UE nel 2023. Lo stato di avanzamento e le tempistiche sono ancora incerti. Fonte →. Sarebbe una soluzione per l'Italia grazie alla sua posizione geografica. Le sfide: il costo del trasporto via gasdotto aggiunge 0,5–1 €/kg al prezzo finale; i gasdotti esistenti richiedono adattamenti; le capacità produttive del Nordafrica sono ancora da sviluppare. |