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Idrogeno verde

Prodotto da elettrolisi con energia rinnovabile: costoso oggi ma strategico per decarbonizzare industria pesante e trasporti dove l'elettrico diretto non arriva.

3–6 €/kg · obiettivo UE 2030: meno di 2 25–40% dell'energia recuperata come elettricità Per i settori non elettrificabili
Aggiornato: agosto 2026 Fonti: IEA · IRENA · ENEA · Hydrogen Europe
Blocco 1 — In parole semplici

Non è una fonte di energia — è un vettore

L'idrogeno verde non esiste in natura in forma libera — va prodotto. Si usa elettricità rinnovabile per scindere l'acqua in idrogeno e ossigeno (elettrolisi). L'idrogeno viene poi usato come combustibile o materia prima. Il valore non è nella produzione ma nel trasporto e nello stoccaggio dell'energia rinnovabile.

Costo produzione (IEA 2024) [DA VERIFICARE: valore in euro, ma l'IEA pubblica i costi in dollari]
3–6
€/kg H₂ (IEA 2025)
Obiettivo UE 2030
<2
€/kg H₂ per competere con gas naturale
Efficienza elettrolisi
60–75%
% energia in → energia nel H₂
Efficienza ciclo completo
25–40%
dell'energia iniziale recuperata come elettricità dopo elettrolisi, stoccaggio e riconversione
Come leggere questa tabella
Ogni riga riporta un dato misurato, non un giudizio, e accanto il riferimento con cui confrontarlo. Il riferimento cambia a seconda di ciò che si misura: le emissioni si confrontano con la media della produzione elettrica italiana, il costo con il prezzo all'ingrosso dell'energia, il funzionamento con le ore dell'anno. Tecnologie diverse si misurano con grandezze diverse, e per questo le righe non sono le stesse su tutte le schede: un impianto a combustione si descrive con il suo rendimento, uno rinnovabile con quante ore lavora. Non troverai una classifica fra le fonti, perché non esiste un metro unico che le renda confrontabili.
💰 Costo oggi 3–6 €/kg L'idrogeno non si misura in euro per megawattora come l'elettricità, perché non è una fonte di energia ma un vettore: si misura in euro per chilogrammo. Il riferimento esterno è l'obiettivo fissato dall'Unione europea per il 2030, sotto i 2 €/kg. Il costo dipende dal prezzo dell'elettricità rinnovabile impiegata e dalla taglia degli impianti di elettrolisi.
⚡ Rendimento del ciclo 25–40% Di ogni 100 kilowattora di elettricità impiegati per produrre idrogeno, se ne recuperano fra 25 e 40 riconvertendolo in elettricità: il resto si perde nell'elettrolisi, nella compressione, nello stoccaggio e nella riconversione. Non si misura con il fattore di utilizzo, perché l'idrogeno non produce energia ma la trasporta e la immagazzina. Quando viene usato direttamente come combustibile, senza tornare elettricità, le perdite sono minori.
🏭 Ruolo strategico settori non elettrificabili Alcuni processi non possono funzionare con l'elettricità diretta: fonderie oltre i 1.500 °C, produzione di ammoniaca, acciaio, aviazione, navigazione oceanica, trasporto pesante a lungo raggio. È in questi impieghi che l'idrogeno viene studiato come sostituto dei combustibili fossili.
Blocco 2

Per chi vuole approfondire

I colori dell'idrogeno — non tutto l'idrogeno è uguale

Il termine "idrogeno verde" è spesso usato in modo impreciso. In realtà l'idrogeno viene classificato per colore in base al metodo di produzione:

ColoreCome si produceEmissioni CO₂
🟢 VerdeElettrolisi con energia rinnovabileQuasi zero
🔵 BluSteam reforming del gas naturale + CCSBasse (se il CCS funziona)
🟡 GrigioSteam reforming del gas naturale (senza CCS)Alte — il 95% dell'H₂ oggi
⚫ Nero/BrunoGassificazione del carboneMolto alte

Oggi il 95% dell'idrogeno mondiale è grigio — prodotto da gas naturale senza cattura della CO₂🟡 L'edizione 2026 del Global Hydrogen Review conferma il quadro: la produzione mondiale di idrogeno resta dominata da combustibili fossili senza cattura della CO₂, e quella a basse emissioni ha raggiunto circa 1 milione di tonnellate nel 2025, cioè poco più dell'1% del totale atteso nel 2026. La capacità di elettrolisi installata nel mondo è raddoppiata nel 2025 superando i 4 GW, grazie soprattutto a grandi progetti cinesi. Fonte: IEA, Global Hydrogen Review 2026 →. L'idrogeno verde rappresenta meno dell'1% della produzione globale. La transizione verso il verde richiede sia elettricità rinnovabile a basso costo che impianti di elettrolisi su scala.

L'elettrolisi — come si produce l'idrogeno verde

L'elettrolisi usa corrente elettrica per scindere l'acqua (H₂O) in idrogeno (H₂) e ossigeno (O₂). Esistono tre principali tecnologie di elettrolisi: alcalina (matura e economica), PEM (Proton Exchange Membrane — più efficiente e flessibile, ma costosa), e SOEC (ad ossidi solidi — la più efficiente, ancora in sviluppo).

Il costo dell'elettricità è il fattore dominante nel costo dell'idrogeno verde: circa il 60–70% del costo finale. Per questo l'idrogeno verde diventa competitivo solo dove l'elettricità rinnovabile è molto economica (Medio Oriente, Africa del Nord, Cile, Australia).

Quanto idrogeno si usa oggi, e per che cosa

Il dibattito pubblico sull'idrogeno riguarda quasi sempre automobili, riscaldamento e centrali elettriche. I numeri dicono che l'idrogeno oggi serve a tutt'altro, e sono il modo più rapido per capire di che cosa stiamo parlando.

🌍 Domanda mondiale oltre 100 milioni di tonnellate nel 2025 in crescita di circa il 3% sull'anno precedente. È concentrata negli usi tradizionali dell'industria e della raffinazione (IEA).
🏭 A che cosa serve raffinazione, ammoniaca, metanolo, acciaio DRI l'ammoniaca serve soprattutto a produrre fertilizzanti. L'IEA scrive che la domanda proviene quasi esclusivamente da questi settori consolidati, mentre gli usi nuovi — mobilità, generazione elettrica, combustibili sintetici — pesano meno dell'1% del totale.
🌱 Quanto è a basse emissioni circa 1 milione di tonnellate cioè meno dell'1% della domanda mondiale, pur essendo cresciuta del 20% nel 2025. Tutto il resto si produce da combustibili fossili. Il colore dell'idrogeno che si usa davvero, oggi, non è il verde.
🚗 Veicoli a celle a combustibile circa 130.000 nel mondo l'intero parco mondiale, in crescita del 20% nel 2025. Per confronto, le sole immatricolazioni annuali di auto in Italia si contano in centinaia di migliaia. Fra i veicoli a idrogeno, camion e autobus assorbono rispettivamente il 60% e il 30% dei consumi: il mercato si sta spostando dalle automobili ai mezzi pesanti.
⚡ Nella generazione elettrica avanzamento lento l'IEA lo definisce così, e lo colloca quasi solo in Giappone e Corea. L'idrogeno come combustibile per produrre elettricità resta marginale ovunque.

Ne segue una conseguenza che vale la pena tenere a mente quando si discute di idrogeno: il primo problema non è trovargli usi nuovi, è ripulire quelli che già esistono. Cento milioni di tonnellate l'anno vengono oggi prodotte in gran parte da gas naturale, e sostituirle con idrogeno a basse emissioni ridurrebbe emissioni reali senza dover convincere nessuno a cambiare tecnologia. È anche la direzione in cui si muovono i progetti che hanno superato la decisione finale di investimento: l'IEA stima 2,5 milioni di tonnellate destinate entro il 2030 a raffinerie e impianti industriali. (IEA, Global Hydrogen Review 2026 →)

Perché si continua a parlarne come di un combustibile. Perché l'idrogeno è un vettore e non una fonte🟡 Una fonte di energia si trova in natura e si preleva: il vento, il sole, il gas in un giacimento. Un vettore va prima fabbricato spendendo energia, e serve a spostarla o conservarla. L'idrogeno molecolare libero in natura praticamente non esiste: va estratto dall'acqua o dal metano., e questo lo rende attraente per ogni problema in cui serve immagazzinare o trasportare energia. Ma ogni passaggio di conversione ha un costo energetico, e i numeri qui sopra mostrano che il mercato, per ora, lo impiega dove non ci sono alternative chimiche — non dove esistono alternative elettriche.

Non quanto costa, ma quanto si è disposti a pagare

L'edizione 2026 del rapporto IEA sull'idrogeno introduce un modo diverso di guardare al costo, e riguarda proprio il punto su cui si arena il dibattito. Invece di chiedersi quanto costi produrre idrogeno a basse emissioni, si chiede quanto potrebbe pagarlo chi lo compra restando competitivo sul proprio mercato: è il costo massimo accettabile, e cambia da settore a settore e da regione a regione.

Il risultato: in assenza di sostegno pubblico, per la maggior parte delle combinazioni di settore e regione il costo massimo accettabile resta sotto i 2 dollari al chilogrammo. Nella produzione di acciaio il conto va oltre: per raggiungere la parità con il processo tradizionale il costo dell'idrogeno dovrebbe essere negativo, cioè servirebbero incentivi. Il motivo è che l'acciaio ha emissioni specifiche alte ma un peso dell'energia sul costo totale basso, e questo lo rende il settore più sensibile al prezzo della CO₂.

All'opposto stanno raffinazione e ammoniaca in regioni dove l'energia costa molto, come l'Unione europea: lì il peso dell'energia sul prodotto finale è maggiore, e quindi la soglia di costo accettabile è più alta. L'IEA aggiunge che un prezzo della CO₂ alza questa soglia in tutti i settori e le regioni, e che una parte della differenza può essere colmata da aziende e consumatori disposti a pagare un sovrapprezzo per prodotti a basse emissioni — disponibilità che risulta massima per acciaio e aviazione. (IEA, Global Hydrogen Review 2026 →)

È una lettura che spiega perché i costi da soli non bastano a prevedere che cosa succederà: lo stesso prezzo dell'idrogeno può essere sostenibile per una raffineria europea e fuori portata per un'acciaieria.

Per cosa è utile l'idrogeno — e per cosa no

Usi dove l'idrogeno è difficilmente sostituibile

Produzione di ammoniaca (fertilizzanti) — oggi usa gas naturale; acciaio verde (processo DRI — Direct Reduced Iron); calore industriale ad alta temperatura (>500°C); aviazione (SAF a idrogeno o idrogeno diretto); navi oceaniche; camion a lungo raggio in zone senza infrastruttura elettrica.

Usi dove l'elettrico diretto è più efficiente

Auto private, bus urbani, riscaldamento domestico, breve-medio raggio marittimo e ferroviario — in questi casi l'elettricità diretta ha un'efficienza 2–3 volte superiore rispetto al ciclo idrogeno. Usare idrogeno verde per questi scopi significa sprecare energia rinnovabile preziosa.

Fonte: IEA, Global Hydrogen Review 2026 →

Blocco 3

Si dice / I dati dicono

Si dice...I dati dicono...
"L'idrogeno è la soluzione a tutti i problemi energetici" L'idrogeno verde è uno strumento importante ma non universale. Per i settori difficili da elettrificare (industria pesante, aviazione, navi) è probabilmente necessario. Per auto, riscaldamento e altri usi dove l'elettrico diretto funziona bene, è inefficiente e costoso. L'IEA prevede che l'idrogeno coprirà circa il 10% della decarbonizzazione globale al 2050 — importante ma non dominante.
"L'idrogeno è pericoloso — esplode facilmente" L'idrogeno è infiammabile (come il gas naturale) e richiede precauzioni specifiche per stoccaggio e trasporto. Ma non è più pericoloso del gas naturale con le giuste infrastrutture. Essendo più leggero dell'aria, in caso di perdita sale rapidamente verso l'alto invece di accumularsi a terra come il GPL. Le norme di sicurezza per l'idrogeno sono ben consolidate nell'industria chimica, che lo usa da decenni.
"L'idrogeno verde italiano potrebbe venire dal Nordafrica via gasdotto" Il progetto SoutH2 Corridor prevede l'importazione di idrogeno verde dal Nordafrica verso l'Europa attraverso gasdotti esistenti o adattati🟡 Il progetto SoutH2 Corridor è stato identificato come Progetto di Interesse Comune (PCI) dall'UE nel 2023. Lo stato di avanzamento e le tempistiche sono ancora incerti. Fonte →. Sarebbe una soluzione per l'Italia grazie alla sua posizione geografica. Le sfide: il costo del trasporto via gasdotto aggiunge 0,5–1 €/kg al prezzo finale; i gasdotti esistenti richiedono adattamenti; le capacità produttive del Nordafrica sono ancora da sviluppare.
Blocco 4

Innovazioni in arrivo

2025 — 2030
Elettrolizzatori PEM di grande scala
I costi degli elettrolizzatori stanno scendendo rapidamente con l'aumento della scala produttiva. L'obiettivo UE è raggiungere 40 GW di capacità di elettrolisi in Europa entro il 2030 nell'ambito del piano REPowerEU.
In sviluppo
Acciaio verde con idrogeno (DRI-H₂)
Il processo DRI (Direct Reduced Iron) con idrogeno verde invece del gas naturale è la principale via per decarbonizzare l'acciaio. SSAB (Svezia) ha già prodotto le prime colate di acciaio verde. In Italia Acciaierie d'Italia (Taranto) è nel mirino per una possibile transizione.
In ricerca
Ammoniaca verde come vettore
L'ammoniaca (NH₃) può essere prodotta dall'idrogeno verde e usata come vettore di trasporto per l'idrogeno — è più facile da liquefactive e trasportare dell'H₂ puro. Potrebbe essere la forma con cui l'idrogeno nordafricano arriva in Europa.
2025 — 2030
Carburante per aviazione (SAF-H₂)
I carburanti sintetici per aviazione (SAF) prodotti dall'idrogeno verde e dalla CO₂ catturata dall'aria sono già in sperimentazione da diversi vettori aerei🟡 Diversi voli dimostrativi con SAF sintetici sono stati effettuati, ma la produzione commerciale su scala è ancora molto limitata e costosa. Fonte: IATA, SAF Report 2024.. Il regolamento ReFuelEU Aviation impone quote crescenti di SAF nei voli in partenza dall'UE.

Fonti principali di questa scheda

Fonti di settore e associazioni di categoria — riportate per orientamento, non come fonte dei dati pubblicati: