Affidabilità dati:
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Nucleare a Fissione (SMR)
+ Fusione Nucleare

Tre tecnologie distinte: fissione tradizionale, reattori modulari (SMR) e fusione nucleare. Dati, prospettive e analisi economica della Banca d'Italia.

Costo molto alto — Fissione Alta affidabilità SMR pre-commerciale Fusione: 2040+
Aggiornato: luglio 2026 Fonti: Lazard · IEA · Banca d'Italia · ITER · Eurofusion
Blocco 1 — In parole semplici

Tre tecnologie molto diverse

Fissione tradizionale (centrali a uranio esistenti)

Costo di produzione 2025
141–220
$/MWh per nuovi impianti (Lazard 2025)
Fattore di utilizzo
80–93%
tra le fonti più affidabili (IEA)
Emissioni ciclo di vita
5,1
gCO₂eq/kWh, reattore ad acqua pressurizzata (UN-ECE 2021)
Tempi costruzione recenti
16–25
anni (Flamanville, Vogtle, Hinkley)
💰 Costo — Fissione MOLTO ALTO I nuovi impianti a fissione sono tra le fonti più costose disponibili. Flamanville 3 (Francia) è costato ~13 miliardi invece dei 3,3 previsti. Vogtle 3&4 (USA) ha superato i 35 miliardi. Gli interessi sul capitale immobilizzato durante la costruzione possono pesare dal 17% al 49% del costo totale (Banca d'Italia, 2025).
⚡ Affidabilità ALTA Il nucleare produce elettricità in modo continuo, indipendente dal sole o dal vento, con fattori di utilizzo fra l'80 e il 93%. È particolarmente utile per coprire i picchi di domanda invernale.
🌿 Emissioni CO₂ MOLTO BASSE 5,1 gCO₂eq/kWh sul ciclo di vita completo per il reattore ad acqua pressurizzata (UN-ECE 2021). Il punto aperto non è l'anidride carbonica ma i rifiuti radioattivi e i costi di smantellamento (decommissioning).
⚛️ SMR — Stato PRE-COMMERCIALE I reattori modulari di piccola taglia (Small Modular Reactor) promettono costruzione in fabbrica, tempi più brevi e costi ridotti. Ma nessun SMR commerciale è ancora in funzione in Occidente. Il caso NuScale (USA) è stato abbandonato dopo che i costi sono passati da 3,6 a 9,3 miliardi.
🔮 Fusione — Stato DOPO IL 2040 La fusione nucleare — l'energia delle stelle — è in sviluppo da decenni. Il reattore sperimentale ITER dovrebbe raggiungere il primo plasma nel 2039. I primi impianti commerciali non sono attesi prima del 2040–2050.
Blocco 2

Per chi vuole approfondire

SMR — Reattori modulari di piccola taglia

Gli SMR (Small Modular Reactor — reattori modulari di piccola taglia) sono reattori nucleari con potenza inferiore a 300 MW elettrici, progettati per essere costruiti in fabbrica e assemblati in sito. La promessa: costruzione più rapida, costi più prevedibili, maggiore flessibilità di localizzazione rispetto alle centrali tradizionali.

La realtà al 2026: nessun SMR commerciale è in funzione in Occidente. Il caso più noto di fallimento è NuScale (USA): il progetto è stato abbandonato nel 2023 dopo che i costi stimati sono passati da 3,6 a 9,3 miliardi di dollari. L'SMR di Shidao Bay in Cina ha subito ritardi di oltre 16 anni e aumenti di costo superiori al 200%.

In Europa il progetto SMR più avanzato è quello di Rolls-Royce nel Regno Unito🟡 Stato del progetto verificato su fonti giornalistiche (Financial Times, Reuters) al luglio 2026 — non ancora approvazione regolatoria definitiva. Fonte: Rolls-Royce SMR →, con una decisione di investimento finale attesa per il 2026–2027 e un primo impianto non prima del 2035.

Fusione nucleare

La fusione nucleare fonde nuclei leggeri (deuterio e trizio) invece di scindere nuclei pesanti (uranio). I vantaggi teorici sono enormi: carburante praticamente illimitato (deuterio dall'acqua marina), nessun rischio di fusione del nocciolo, rifiuti radioattivi molto meno problematici rispetto alla fissione.

Lo stato attuale: il reattore sperimentale ITER (International Thermonuclear Experimental Reactor), costruito in Francia con il contributo di 35 paesi tra cui l'Italia, dovrebbe raggiungere il primo plasma nel 2039. ITER non produrrà elettricità — è un esperimento scientifico per dimostrare la fattibilità fisica della fusione su scala industriale.

Parallelamente, circa 77 aziende private nel mondo stanno sviluppando reattori a fusione con investimenti privati per circa 13 miliardi di dollari (Fusion Industry Association, 2025)🟡 Dato da Fusion Industry Association, Global Fusion Industry in 2025 — fonte associativa di settore, non istituzionale. Il numero esatto di aziende e il totale degli investimenti varia tra le diverse edizioni del report.. Le più avanzate (Commonwealth Fusion Systems, TAE Technologies, Helion) puntano a dimostrare la fattibilità commerciale entro il 2030–2035.

Il contributo italiano alla fusione: l'Italia partecipa attivamente attraverso ENEA e aziende come ASG Superconductors di Genova, che produce magneti superconduttori per ITER🟡 Dato verificato su comunicati ASG Superconductors e Fusion for Energy (F4E), l'agenzia UE che gestisce il contributo europeo a ITER., e CESAR (Centro di Eccellenza per la Ricerca Agraria, spin-off Università di Perugia) che collabora su tecnologie di materiali per l'energia da fusione.

L'analisi economico-finanziaria della Banca d'Italia

La Banca d'Italia ha pubblicato nel 2025 un'analisi indipendente sul possibile ritorno al nucleare in Italia: "L'atomo fuggente: analisi di un possibile ritorno al nucleare in Italia" (Questioni di Economia e Finanza n. 947, 2025).

La conclusione principale: oggi il nucleare non offre vantaggi evidenti in termini di costi, tempi o impatto sul sistema elettrico rispetto alle rinnovabili integrate con accumuli e reti intelligenti.

Un elemento particolarmente rilevante: gli interessi finanziari sul capitale immobilizzato durante la costruzione possono pesare in modo determinante sul costo finale. Per una centrale completata in 5 anni con tasso di interesse al 5%, gli interessi pesano per il 17% dei costi diretti. Se i tempi diventano 7 anni e il tasso sale al 10%, il peso degli interessi arriva al 49%.

Sulla bolletta: secondo la Banca d'Italia, il ritorno al nucleare non abbasserebbe sensibilmente i prezzi finali dell'elettricità per il consumatore italiano, ma potrebbe ridurne la volatilità per chi sottoscrive contratti a lungo termine.

Esiste anche una memoria della Banca d'Italia trasmessa alla Camera sul DDL delega AC 2669 (febbraio 2026), che approfondisce le implicazioni normative del possibile ritorno al nucleare.

Fonti: Banca d'Italia, QEF n. 947, 2025 → · Memoria alla Camera, febbraio 2026 →

Blocco 3

Si dice / I dati dicono

Si dice...I dati dicono...
"Il nucleare abbassa le bollette degli italiani" La Banca d'Italia (QEF n. 947, 2025) distingue tra prezzo medio e volatilità: il ritorno al nucleare probabilmente non ridurrebbe in modo significativo il prezzo medio dell'elettricità per le famiglie italiane, ma potrebbe ridurne la volatilità per chi sottoscrive contratti PPA (Power Purchase Agreement, accordo di acquisto a lungo termine) con i produttori. I due effetti vanno tenuti distinti.
"Il nucleare è la soluzione più sicura — gli incidenti sono rarissimi" Le centrali nucleari moderne hanno standard di sicurezza molto elevati e il nucleare ha causato meno morti per TWh prodotto di quasi tutte le fonti fossili. Tuttavia gli incidenti di Chernobyl (1986) e Fukushima (2011) hanno avuto impatti ambientali e sociali che vanno oltre le morti dirette. Il problema non è tanto la frequenza degli incidenti quanto la gravità potenziale e la difficoltà di gestione delle conseguenze.
"Gli SMR risolveranno il problema del costo e dei tempi" È una promessa ancora da dimostrare. Il caso NuScale — il progetto SMR più avanzato in Occidente — è stato abbandonato nel 2023 dopo che i costi stimati sono triplicati. I sostenitori degli SMR sostengono che le economie di scala della produzione in fabbrica si manifesteranno solo dopo i primi impianti. I critici osservano che questa logica è stata applicata anche alle centrali tradizionali senza che i costi scendessero come previsto.
"La fusione è sempre stata 'a 30 anni dal traguardo' e lo sarà per sempre" Il sarcasmo è comprensibile — la fusione è stata promessa come imminente per decenni. Ma la situazione al 2026 è oggettivamente diversa: ITER è fisicamente costruito, i magneti superconduttori funzionano, e 77 aziende private stanno investendo miliardi. Il progresso tecnico è reale. Rimane incerta la data in cui un impianto commerciale sarà economicamente competitivo — probabilmente non prima del 2040–2050.
"Il nucleare è necessario per raggiungere la neutralità climatica" È una delle questioni più dibattute tra gli esperti. L'IPCC include il nucleare tra le opzioni di decarbonizzazione. L'IEA nel suo scenario Net Zero 2050 prevede una crescita del nucleare a livello globale. Tuttavia la Banca d'Italia osserva che per l'Italia specifica — con il suo irraggiamento solare e le sue coste — le rinnovabili integrate con accumuli offrono oggi un rapporto costo-beneficio migliore del nucleare di nuova costruzione.
Blocco 4

Prospettive future

2026 — 2035
SMR di quarta generazione
Rolls-Royce (UK), NuScale (versione rivista), e diversi produttori asiatici stanno sviluppando SMR commerciali. Il primo impianto europeo non è atteso prima del 2030–2035. Il costo reale sarà noto solo dopo la costruzione del primo impianto.
2039
ITER — primo plasma
Il reattore sperimentale internazionale in costruzione a Cadarache (Francia) dovrebbe raggiungere il primo plasma nel 2039. ITER non produrrà elettricità ma dimostrerà la fattibilità fisica della fusione a scala industriale. Il successore DEMO sarà il primo reattore a produrre elettricità da fusione.
2030 — 2035
Fusione privata — la corsa delle startup
Commonwealth Fusion Systems (MIT), Helion Energy e TAE Technologies puntano a dimostrare la fattibilità commerciale entro il 2030–2035 con approcci alternativi a ITER. Helion ha un accordo con Microsoft per fornire elettricità da fusione entro il 2028 — un obiettivo molto ambizioso e contestato da molti fisici.
In corso
Gestione rifiuti di lunga durata
La Finlandia ha aperto il primo deposito geologico profondo al mondo per i rifiuti radioattivi ad alta attività (Onkalo). La questione dello smaltimento sicuro dei rifiuti nucleari resta aperta in Italia, dove non esiste ancora un deposito nazionale.
📌 Opinione personale
La domanda che un investitore razionale farebbe

Questa sezione esprime l'opinione personale dell'editore del sito. È chiaramente separata dai dati oggettivi presentati nei blocchi precedenti. Il lettore è invitato a formarsi la propria opinione sulla base dei dati.

Il problema del tempo

Se fossi un investitore privato e mi chiedessero di finanziare una centrale nucleare in Italia, la prima domanda che farei è semplice: quando inizia a produrre? La risposta, basata sui dati dei progetti più recenti — Flamanville 3 in Francia (costruzione iniziata nel 2007, primo carico commerciale nel 2024), Vogtle 3&4 negli USA (7 anni di ritardo, costi triplicati), Hinkley Point C nel Regno Unito (atteso 2027, già in ritardo) — è: tra 15 e 25 anni nel migliore dei casi.

In quei 15-25 anni, il fotovoltaico e l'eolico continuano a scendere di costo. Le batterie continuano a migliorare. Il sistema elettrico si adatta. La domanda di un investitore razionale diventa: perché immobilizzare capitali enormi per 15-25 anni in un asset che potrebbe essere economicamente obsoleto prima ancora di entrare in funzione?

Il contributo della Banca d'Italia

La Banca d'Italia, in un'analisi pubblicata nel 2025 (Questioni di Economia e Finanza n. 947), ha esaminato il possibile ritorno al nucleare in Italia con criteri economico-finanziari. La conclusione è che oggi il nucleare non offre vantaggi evidenti rispetto ad altre soluzioni già disponibili. Un elemento particolarmente rilevante: i costi finanziari (interessi sul capitale immobilizzato durante la costruzione) possono pesare dal 17% al 49% dei costi diretti. Per un investitore privato, questo rende il profilo di rischio-rendimento del nucleare molto difficile da giustificare rispetto alle rinnovabili, che entrano in produzione in mesi. Fonte: Banca d'Italia, QEF n. 947, 2025 →

La mia posizione sulla fusione

Sulla fusione ho un'opinione diversa. La fusione non è "ancora un'altra promessa nucleare" — è una tecnologia fisicamente diversa dalla fissione, con caratteristiche di sicurezza intrinseche che la fissione non ha. Il fatto che 77 aziende private stiano investendo 13 miliardi di dollari — soldi veri, non sussidi pubblici — mi dice che qualcuno di competente crede che la fusione possa diventare economicamente competitiva. Non so quando. Ma se dovesse funzionare entro il 2040-2050, renderebbe molte delle discussioni attuali sulla fissione irrilevanti.

Il mio scetticismo sulla fissione in Italia non implica scetticismo sulla fusione. Sono tecnologie diverse, con orizzonti temporali diversi e rischi diversi.

⚠️ Questa è l'opinione personale dell'editore di "Energia a Confronto", basata sulla lettura dei dati presentati in questa scheda. Non rappresenta la posizione delle fonti citate. Il lettore è incoraggiato a leggere le fonti primarie e a formarsi un'opinione autonoma.

Fonti principali di questa scheda

Lazard costo di produzione (LCOE)+ v17, 2025 (costi di produzione per tecnologia)
IEA, Net Zero by 2050 (scenari nucleare globale)
ITER Organization (stato del progetto ITER)